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12^ Bologna San Luca
La sveglia suona presto in questa domenica mattina di marzo, poco importa se fuori piove e il clima non è certo dei migliori, o se si sacrifica la mattina in cui solitamente si può dormire più a lungo, oggi a Bologna c’è la gara che io definisco ormai “la gara di casa” visto che è quella che dista meno da dove abito. Conosciuta anche come la “Montecarlo delle salite” per la sua insolita ubicazione in un tratto praticamente dentro la città, è la corsa più corta d’Europa, un nastro d’asfalto di appena 2 km fatto di pendenze che arrivano anche al 20%, il tutto costeggiato dal porticato del Dotti, che dalla città porta i pellegrini in processione fino su al Santuario della Beata vergine di San Luca, ma che per l’occasione si trasforma in una lunghissima tribuna tutta a bordo pista. Allora si prepara lo zaino con la reflex e si salta su in macchina, direzione Bologna, Santuario della Beata Vergine di San Luca. 
 76 le auto iscritte alla corsa, un bel numero, tra le quali figurava una Ferrari 250 TR del 1958, vera “chicca” a cui la mia vista e la mia macchina fotografica bramava di immortalare mentre affrontava la esse delle orfanelle, ma così non è stato. I temerari che hanno corso nelle due manche della domenica mattina erano meno di 30, onore comunque a loro che nonostante l’asfalto bagnato hanno voluto lo stesso mettersi in gioco. Forse una manche in più non sarebbe stata male, ma certo ci saranno state cause di forza maggiore che l’hanno impedita, visto che la gara se pur ben organizzata dalla Scuderia Bologna crea comunque disagi agli automobilisti per alcune ore visto che si blocca un arteria che porta al centro città.
Per la cronaca vince la gara Brando Motti della scuderia Bologna squadra corse su Porsche carrera RS con un tempo complessivo delle due manche disputate di 2’ 29” 889.Secondo di soli 655 millesimi si è piazzato Mauro Argenti sempre della scuderia Bologna squadra corse con una Porsche 911 RSR.Terzo gradino per un grandissimo del passato, Mario Casoni oggi settantatreenne, ex pilota ufficiale Abarth, Alfa Romeo e Ferrari negli anni ‘60, qui a bordo di una Porsche 911 RSR 3000 ha dato filo da torcere agli altri due avversari che l’hanno battuto, viaggiando con un distacco di soli 980 millesimi.
Author: Michele Deni

12^ Bologna San Luca

La sveglia suona presto in questa domenica mattina di marzo, poco importa se fuori piove e il clima non è certo dei migliori, o se si sacrifica la mattina in cui solitamente si può dormire più a lungo, oggi a Bologna c’è la gara che io definisco ormai “la gara di casa” visto che è quella che dista meno da dove abito. Conosciuta anche come la “Montecarlo delle salite” per la sua insolita ubicazione in un tratto praticamente dentro la città, è la corsa più corta d’Europa, un nastro d’asfalto di appena 2 km fatto di pendenze che arrivano anche al 20%, il tutto costeggiato dal porticato del Dotti, che dalla città porta i pellegrini in processione fino su al Santuario della Beata vergine di San Luca, ma che per l’occasione si trasforma in una lunghissima tribuna tutta a bordo pista. 
Allora si prepara lo zaino con la reflex e si salta su in macchina, direzione Bologna, Santuario della Beata Vergine di San Luca. 

 76 le auto iscritte alla corsa, un bel numero, tra le quali figurava una Ferrari 250 TR del 1958, vera “chicca” a cui la mia vista e la mia macchina fotografica bramava di immortalare mentre affrontava la esse delle orfanelle, ma così non è stato. I temerari che hanno corso nelle due manche della domenica mattina erano meno di 30, onore comunque a loro che nonostante l’asfalto bagnato hanno voluto lo stesso mettersi in gioco.
Forse una manche in più non sarebbe stata male, ma certo ci saranno state cause di forza maggiore che l’hanno impedita, visto che la gara se pur ben organizzata dalla Scuderia Bologna crea comunque disagi agli automobilisti per alcune ore visto che si blocca un arteria che porta al centro città.

Per la cronaca vince la gara Brando Motti della scuderia Bologna squadra corse su Porsche carrera RS con un tempo complessivo delle due manche disputate di 2’ 29” 889.
Secondo di soli 655 millesimi si è piazzato Mauro Argenti sempre della scuderia Bologna squadra corse con una Porsche 911 RSR.
Terzo gradino per un grandissimo del passato, Mario Casoni oggi settantatreenne, ex pilota ufficiale Abarth, Alfa Romeo e Ferrari negli anni ‘60, qui a bordo di una Porsche 911 RSR 3000 ha dato filo da torcere agli altri due avversari che l’hanno battuto, viaggiando con un distacco di soli 980 millesimi.

Author: Michele Deni

One Lap with Mike Hawthorn.

Mike Hawthorn ci porta a fare un giro sul vecchio circuito de la Sarthe nel 1956, questo circuito usufruisce di rettilinei che solitamente sono strade aperte al pubblico quando non ci si corre. Mike Hawthorn guida una Jaguar D-Type, vettura analoga a quella con cui l’anno prima sempre a Le Mans fu coinvolto prima di vincere la gara, nel più tragico incidente della storia delle corse sportive che causò la morte di 80 spettatori e del pilota Pierre Leveghe.